Oratorio di Ca' Murà di Bertipaglia

Oratorio di Ca' Murà di Bertipaglia, Masera di Padova

Oratorio di Ca' Murà di Bertipaglia - Masera di Padova

Oratorio di Ca' Murà di Bertipaglia - Masera di Padova
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Locais históricos • Passeios Históricos • Locais religiosos
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jun de 2019
Bertipaglia è popolosa frazione del popoloso comune di Maserà di Padova, immediatamente a sud-est della grande città euganea. A Bertipaglia da visitarsi è la spaziosa Chiesa Parrocchiale. Ma mezzogiorno della frazione, lungo la strada campestre chiamata appunto, della Ca' Mura, trovasi questo piccolo ma incantevole gioiello. E' La Chiesa di Santo Stefano Protomartire, ed è una delle prime fondazioni dell'Ordine Francescano in terra Veneta. Si pensa addirittura che a stabilire un nucleo di Frati in questa zona allora poverissima e fuori di mano siano stati lo stesso San Francesco di Assisi, Fondatore dell'Ordine, e il suo Insignissimo Discepolo, il grande Taumaturgo Universale, Sant'Antonio di Padova che, risiedendo proprio nel Convento Francescano patavino, era superiore provinciale dell'Ordine Francescano di tutta l'Area Veneto-Friulana, Lombarda, Emiliana e Romagnola. Mentre gli altri conventi originari sono stati soggetti tutti a grossi ampliamenti a causa dell'ingentissimo numero di vocazioni alla Vita Tutta Evangelica di San Francesco, primo fra tutti il Convento di Padova che, morto e canonizzato Sant'Antonio, il suo più insigne residente, raggiunse nell'arco di un secolo e mezzo dimensioni gigantesche, mentre l'antica Chiesa conventuale fu incorporata in quella nuova, di dimensioni impressionanti (ben 120 metri di lunghezza), cioè l'attuale Basilica Francescana di Sant'Antonio, atta ad accogliere una comunità religiosa di centinaia e centinaia di Frati commoranti nello stesso vastissimo Convento (di volta in volta sempre più ingrandito) e le folle di devoti e pellegrini che accorrevano a centinaia di migliaia l'anno (come dire milioni e milioni oggi) a venerare la Tomba di Frate Antonio, Intercessore Universale delle Grazie e dei Miracoli più strepitosi in vita e ancor più dopo il suo Transito al Cielo, e le Reliquie del Santo che Tutto il Mondo Onora, il più illustre dei Discepoli del Poverello di Assisi. Il Convento di Santo Stefano a Bertipaglia, con la sua Chiesa ed il campanile cuspidato romanici, è pressochè rimasta, salvo interventi di restauro e di consolidamento nel corso dei secoli, quale i Frati inviati da Sant'Antonio (che certamente visitò più volte questo Luogo del suo Ordine) lo edificarono. Un convento di dimensioni ridotte ( la comunità non dovette superare mai le 7-8 unità di Frati di voti perpetui), simile in tutto e per tutti ai vecchi "casoni" dei contadini poveri della zona (I Frati prendevano il loro riposo in una stanza unica, al piano superiore, con finestre basse e strette perchè non entrasse troppo caldo in estate e troppo freddo nei mesi invernali), con l'annessa Chiesa Conventuale, dove i Frati e i fedeli di quella zona prendevano quotidianamente la Santa Messa e celebravano le Lodi Divine, oltrechè dedicarsi alla preghiera personale). Per il resto i Frati, come da Regola del Fondatore, dovevano procurarsi lo strettissimo necessario ad una vita povera e umile da se stessi, con il sudore della loro fronte. Qui lavoravano nei campi, contadini tra i contadini, alternando il lavoro alla preghera (quando dal campanile della loro Chiesa giungevano i rintocchi che li richiamavano alle Ore Canoniche) e la preghiera al lavoro. Il poco indispesabile che ricevevano dai proprietari terrieri era per il loro sostentamento personale e per quello della comunità, per i bisogni del convento e per il sovvegno dei poveri che abitavano o passavano in zona. Nei giorni festivi non si lavorava, ci si dedicava alla Celebrazione Solenne della Santa Messa Conventuale, e a insegnare la Parola di Gesù a coloro che abitavano in tutta quell'area, nelle Chiese, lungo le strade, nei crocicchi, negli spiazzi. La gente accorreva in massa: i Frati Francescani erano in tutto dei "loro", vivevano poveramente come loro, condividevano con loro la fatica e i frutti di questa fatica, e questo loro esempio era la prima e principale forma di annuncio del Vangelo di Conversione e Salvezza che San Francesco, loro Fondatore, come da Regola da Lui tutta e soltanto stabilita sul Vangelo "sine glossa", praticava da se stesso e voleva fosse praticato dai sui Frati. L'espressione Ca' Murà, cioè Casa Murata, si riferisce, pare, al fatto che il Convento Francescano di Bertipaglia, in quanto tale, era chiusa da mura, a differenza degli altri "casoni" del posto, fatti per lo più di paglia e fango: questo per garantire ai Frati quel sia pur minimo e ridottisimo spazio di raccoglimento che la loro peculiare vocazione evangelica imponeva. I Frati Francescani non ci sono più. Il Convento di Santo Stefano di Bertipaglia dipendeva, ovviamente da quello di Sant'Antonio a Padova, ma dopo le soppressioni decretate prima dalla Repubblica Veneta, poi da Napoleone, posero fine a questa secolare esperienza di Vita di Uomini innamorati, come San Francesco e Sant'Antonio, fondatori della loro "Casa Murata", del Vangelo, compreso, vissuto e annunciato in tutta la sua Radicalitò, senza se e senza ma. Il luogo è suggestivo. Anche se la Chiesa è chiusa, è sempre bello vedere questo angolo campestre di spiritualità cattolica francescana.
Escrita a 11 de setembro de 2019
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Perguntas frequentes sobre Oratorio di Ca' Murà di Bertipaglia